INQUINAMENTO MARINO NEL MAR MEDITERRANEO

da | Giu 5, 2024 | Blu Economy

Un’iniziativa di pulizia condotta nella provincia meridionale di Hatay ha rivelato l’allarmante portata dell’inquinamento nel Mar Mediterraneo, poiché i sommozzatori hanno rimosso detriti, tra cui pneumatici, sedie, reti fantasma e vari altri oggetti.

L’evento “Proteggiamo il nostro mare”, che ha avuto luogo nel distretto di Arsuz, ha coinvolto sia le aree costiere che quelle sottomarine, mostrando l’entità dell’inquinamento marino che affligge la regione costiera.

L’impatto ambientale degli oggetti scartati come i pneumatici, che rilasciano gradualmente tossine nell’acqua, è prolungato.

Gli pneumatici continuano ad avvelenare il Mediterraneo finché rimangono in acqua. Per questo motivo, con l’aiuto dei sommozzatori, sono stati rimossi insieme ad altri rifiuti come sacchetti di plastica, bottiglie d’acqua e scarti di petrolio.

Con l’implementazione del Primo Pilastro si avrà una  gestione responsabile e sinergica dei rifiuti, sostenendo misure proattive per prevenire ulteriori contaminazioni e salvaguardare gli habitat marini da danni irreversibili, ma queste iniziative vanno ora incoraggiate.

 

UNA ONG RIPULISCE I MARI GRECI CONTAMINATI

Nel Mar Mediterraneo vicino a Itaca e Patrasso, dove erano state raccolte circa 30 tonnellate di reti e rifiuti, per il terzo anno, l’organizzazione no-profit Healthy Seas è tornata  per bonificare le acque inquinate e rese pericolose dagli allevamenti ittici abbandonati.

L’isola ha due “fattorie fantasma” che sono rimaste abbandonate per più di un decennio.

Rilasciano detriti, plastica e sostanze inquinanti nell’ambiente marino, distruggendo gli ecosistemi e mettendo in pericolo la flora e la fauna.

Iniziative apprezzabili come queste vanno sviluppate, estese, coordinate e rese sinergiche in tutto il Mediterraneo nell’improcrastinabile implementato del Primo Pilastro.

Dr. Merita Murati


 

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