BLUE ECONOMY E TURISMO SOSTENIBILE

– BLUE ECONOMY

PREMESSA
Non esiste una definizione universalmente accettata di Blue Economy, così come la terminologia usata per riferirsi ad essa è piuttosto varia, se non spesso vaga. Tradizionalmente, si distinguono i settori marini dai settori marittimi o i settori maturi da quelli emergenti. Il settore marino include le attività commerciali e industriali localizzate sul mare. Il settore marittimo fa riferimento ai trasporti, ai porti, alle spedizioni e alla supply chain relativa a queste attività. Un altro modo per distinguere i settori della Blue economy è quello di riferirsi alla loro maturità. I settori maturi includono la filiera della pesca, il turismo marittimo e costiero, il trasporto marittimo, la cantieristica, le attività portuali e l’estrazione e la produzione di Oil & Gas.
I settori emergenti includono l’energia eolica off-shore, l’energia dalle onde e dalle maree, l’estrazione di minerali e metalli dai fondali, l’acquacoltura, le biotecnologie blu e i servizi di monitoraggio, controllo e sorveglianza per la protezione delle coste e degli ecosistemi marini. La “Blue Economy” incoraggia una migliore gestione del mare e delle sue risorse, tramite l’eliminazione di tutte le emissioni dannose per il pianeta, rivoluzionando i sistemi di produzione attraverso la bionemesi, mentre la “Green Economy” chiede alle imprese di investire risorse finalizzate alla riduzione dell’impatto ambientale.

ANALISI DEL CONTESTO

L’economia del mare è una priorità ovviamente irrinunciabile nel Mediterraneo. Per cogliere tutte le opportunità che l’economia del mare può offrire è fondamentale un approccio sostenibile e sistemico, in grado di conciliare gli obiettivi di crescita economica con quelli ambientali e sociali. Per garantire una crescita triple-win, occorre infatti superare la visione che considera i diversi settori economici, ascrivibili all’economia del mare, come entità indipendenti e separate ed inquadrare il tema in ottica di filiere integrate ed interdipendenti. Il superamento di una visione settoriale non può prescindere dall’esame delle minacce di carattere economico, ambientale e sociale che interessano trasversalmente i diversi settori del mare. Tra questi l’assenza di una governance del mare unitaria ed integrata, la frammentarietà dei processi decisionali, la mancanza di indicatori economici e di monitoraggio dei diversi settori integrati nella contabilità nazionale, la limitata disponibilità di fondi per finanziare le imprese, soprattutto nei settori emergenti e potenzialmente più promettenti, l’assenza di un sistema integrato di misura della salute dei mari e dei suoi ecosistemi, la mancata valorizzazione dei servizi ecosistemici e l’inquinamento da plastica. Criticità superabili tramite le opportunità rinvenibili nell’economia circolare e grazie a innovazioni scientifiche e tecnologiche che consentono lo sviluppo di nuovi modelli di business circolare applicabili ai settori dell’economia del mare, con il sostegno all’adozione strategie di eco-design, riciclo e simbiosi industriale, prevalentemente nei settori della pesca, dell’acquacoltura, dei porti e delle piattaforme offshore multiuso. Relativamente alla seconda traiettoria, si passano in rassegna le principali innovazioni tecnologiche, dalle tecnologie digitali a quelle satellitari, dai robot intelligenti ai sistemi autonomi, descrivendo le più recenti e promettenti applicazioni, soprattutto nell’ambito delle attività portuali, della pianificazione dello spazio marittimo e della realizzazione di sistemi osservativi degli ecosistemi marini. Infine, sulla base delle analisi condotte si formulano le azioni da perseguire per sfruttare le opportunità e superare le minacce. Particolare rilevanza rivestono la cantieristica e il settore ittico anche in termini di competitività internazionale. Non meno importante è il turismo costiero sia in termini di occupati sia per valore aggiunto. Da un’analisi della Blue Economy si evince che i settori maggiormente in crescita sono quelli dell’energia eolica off-shore e delle biotecnologie blu.
OBIETTIVI
Gli obiettivi perseguibili sono l’implementazione di nuovi prodotti, servizi o processi nel settore, finalizzati ad una crescita economica per la ripresa post-pandemia, rivolta a priorità quali biodiversità, economia circolare, digital earth e strategia “dai campi alla tavola”, ecc., e alla transizione verso un’economia climaticamente neutra. I principali settori di intervento: bioeconomia blu: coltivazione, allevamento o cattura di organismi viventi, di acqua dolce o salata, e attività basate sull’uso o sulla lavorazione di questi organismi; trasformazione digitale delle attività oceaniche e costiere; energia rinnovabile, compresa l’energia da vento, sole (galleggiante), dalle maree, delle onde e gradienti termici; tecnologie abilitanti quali sensori, materiali o rivestimenti resistenti alla corrosione o alle incrostazioni, digitalizzazione, apparecchiature di trasmissione dell’elettricità, piattaforme multiuso; produzione di nuovi prodotti da risorse viventi o non viventi che altrimenti verrebbero scartate e buttate; spedizioni più pulite; monitoraggio, bonifica o gestione dell’inquinamento; nuove facilities a supporto della diversificazione o dell’efficienza energetica dei porti; turismo sostenibile che mira a ridurre la sua impronta di carbonio o a migliorare la biodiversità, o a gestire in modo efficiente le risorse (acqua, cibo, rifiuti, ecc.) o flussi turistici (ad esempio diversificare l’offerta, affrontare la stagionalità e la sicurezza).

– TURISMO SOSTENIBILE

PREMESSA

I territori che fanno parte della Macroregione Mediterranea sono molto apprezzati dai turisti di tutto il mondo ed è valorizzando il turismo che è possibile dare uno slancio al sistema economico e sociale. Il turismo sostenibile, basato su Economia, Etica e Ambiente come si definisce? Per l’Organizzazione Mondiale del Turismo (WTO): “Turismo capace di soddisfare le esigenze dei turisti di oggi e delle regioni ospitanti prevedendo e accrescendo le opportunità per il futuro. Tutte le risorse dovrebbero essere gestite in modo tale che le esigenze economiche, sociali ed estetiche possano essere soddisfatte mantenendo l’integrità culturale, i processi ecologici essenziali, la diversità biologica, i sistemi di vita dell’area in questione. I prodotti turistici sostenibili sono quelli che agiscono in armonia con l’ambiente, la comunità e le culture locali, in modo tale che essi siano i beneficiari e non le vittime dello sviluppo turistico.”Il WTO pone il focus sui bisogni del turista e della regione ospitante, tenendo conto dei biso-gni del territorio e dell’ambiente. Il turismo sostenibile non è solo la vacanza in sé (rapporto tra turista e regione ospitante), bensì anche tutto ciò che c’è intorno: mezzi di trasporto ed esperienze di viaggio, con uno sguardo rivolto al futuro, favorendo pratiche e scelte che non danneggiano l’ambiente, né i processi sociali locali. Pratiche di viaggio responsabili, in particolare: Etiche e virtuose, quindi che non sfruttano un territorio, una cultura o una popolazione Sostenibili economicamente per il popolo ospitante Connotate da un interesse socio-culturale, cioè che l’intero viaggio si svolga non solo nel rispetto ma anche nell’interesse della popolazione che ospita il turista. La pratica verte su sei principali fattori che possono fungere da spunti di riflessione per chi vuole praticare turismo sostenibile.

MODALITA’ DI TRASPORTO

Per coprire le lunghe distanze, viaggiare in volo è una scelta quasi obbligata, tuttavia, quando si tratta di coprire brevi distanze è possibile valutare di viaggiare a piedi o in bicicletta, utilizzando mezzi pubblici, noleggio di veicoli elettrici o ibridi oppure, ancora, il viaggio in treno.
Soldi spesi bene
I “pacchetti tutto compreso” sono incompatibili con il turismo sostenibile perché non è possibile verificare che la popolazione locale tragga un reale beneficio dai soldi investiti dal viaggiatore. Il turista che si reca in un luogo deve prediligere strutture ricettive che usano personale locale non sottopagato e, in generale, spendere i propri soldi presso aziende locali così da migliorare l’economia del luogo dando un reale contributo.
Tutela ambientale
Bisogna scegliere un viaggio con consapevolezza prediligendo quelle strutture che attuano politiche ecofriendly o con programmi di tutela ambientale. Non solo poche le realtà turistiche che lavorano per migliorare l’integrità naturale indigena e per proteggere gli habitat e la biodiversità locale.
Rispetto della cultura locale
Il turista non è inteso come spettatore distaccato. Il turista sostenibile dovrebbe immergersi nella cultura locale e accettarne le differenze con la propria. Conoscere costumi diversi ma anche provare a parlare una lingua differente potrebbe essere un punto d’inizio.
Impiego razionale delle risorse naturali
Ridurre, riutilizzare e riciclare. E’ necessario prendere in considerazione l’uso efficiente delle risorse idriche, energetiche e delle materie prime senza sottovalutare il metodo di smalti-mento dei rifiuti prodotti durante il viaggio. E’ possibile informarsi presso il proprio tour operator dei comportamenti della struttura alberghiera in cui s’intende alloggiare. Bilancio di CO2 e coscienza ambientale Se proprio non è possibile fare a meno dell’aereo, il turista potrebbe calcolare le emissioni di CO2 prodotte dalla propria vacanza e compensarle con buone pratiche ambientali non neces-sariamente correlate al viaggio. Questo elenco di pratiche virtuose evidenzia quali possano essere gli obiettivi da perseguire per una crescita armonica e responsabile.

ANALISI DEL CONTESTO

Forme di turismo sostenibile sono sempre più conosciute ed apprezzate dai turisti in quanto rispettose dell’ambiente, eticamente corrette e vicine alla natura. La situazione creatasi con la pandemia da Covid-19 ha fatto registrare un calo di arrivi internazionali di turisti con la conseguenza che quasi 120 milioni di posti di lavoro sono a rischio nel mondo. Numeri preoccupanti che testimoniano la necessità di mettere in campo il massimo impegno per rilanciare il settore turistico all’insegna della sostenibilità e della sicurezza. E’ considerato una forma di turismo più sicura sia per il rispetto dell’ambiente sia per l’aspetto sanitario, sebbene l’emergenza sanitaria incida sulle scelte di viaggio. Un turismo #PlasticFree” è preferito e i Cittadini preferiscono strutture ricettive che non utilizzano plastiche monouso. E’ indispensabile programmare investimenti sul turismo sostenibile anche con incentivi ad hoc per sviluppare le imprese eco-turistiche nel Mediterraneo. Il turismo sostenibile è strettamente connesso ai principi della Green Economy. Attenzione del turista è rivolta alla presenza di modalità di attenzione all’ambiente quali ad esempio i pannelli fotovoltaici, menù biologici a km.0, ricarica o noleggio di auto elettriche o ibride. In riferimento ai trasporti aumenta la percentuale di coloro che rinuncerebbero all’auto se la meta fosse raggiungibile in treno e ci fossero servizi di car sharing o servizi pubblici.Sta crescendo in maniera esponenziale (secondo l’organizzazione mondiale del turismo) la richiesta di turismo rivolto a strutture attente all’ambiente, e sono sempre di più le persone che preferiscono prenotare una struttura eco-sostenibile. Esiste una vera opportunità di influenzare il turismo mediterraneo e di incoraggiare uno sviluppo verso un turismo culturale, rurale e più responsabile, che potrebbe favorire le aree interne e le città, e risolvere parte delle questioni ambientali, come la tutela delle coste e dei siti storici. Il turismo sostenibile rappresenta ancora una sfida per il Mediterraneo, da vincere assolutamente.

OBIETTIVI

Ridurre l’impatto territoriale e ambientale negativo del turismo, soprattutto nelle aree turistiche costiere esistenti. Promuovere il turismo sostenibile che, a sua volta, consolida la coesione sociale e culturale e lo sviluppo economico, potenzia la diversità e le specificità mediterranee e rafforza le sinergie con altri settori economici, in particolare modo l’agricoltura. Accrescere il valore aggiunto del turismo nelle comunità locali e nei paesi in via di sviluppo. Migliorare la governance per il turismo sostenibile. Green Economy, Blue Economy e Turismo sostenibile sono aspetti interdipendenti e correlati tra di loro e la loro gestione efficace ed efficiente è in grado di spingere verso l’alto la crescita dell’economia di territori potenzialmente prosperi e coesi.