UNA NUOVA FORMA MENTIS

 UNA NUOVA FORMA MENTIS

Le Macroregioni derivano, direttamente dal Trattato di Lisbona, firmato il 13 dicembre 2007, e rafforzano la partecipazione dei cittadini e la cooperazione territoriale dei popoli. Attraverso l’adozione di un modello circolare, la Macroregione è sia strumento di integrazione dei popoli (ossia modalità di partecipazione prodotta dell’Unione Europea verso i popoli, quindi nella direzione Europa-Cittadini), sia strumento dei popoli per le elaborazioni strategiche (ossia modalità di partecipazione dal basso verso l’Unione Europea, quindi nella direzione Cittadini Europa). Nella Macroregione Mediterranea non è prevista la delega ma il modello partecipativo e meritocratico e quindi non vi sono delegati. Nelle Procedure Macroregionali nessuno (Stato, Regione, organismo pubblico o privato) ha diritto di veto o di avere delegati ma solo di proporre persone con i requisiti per partecipare a Procedure. La partecipazione macroregionale si estrinseca con la possibilità meritocratica a ciascuno di accedere in tutti i ruoli e di sviluppare nei massimi ruoli tramite Procedure. Ai ruoli della Macroregione Mediterranea si accede e nei ruoli ci si sviluppa per Procedure (non per delega, rappresentanza o elezioni).

Il cittadino protagonista e il ritorno alla meritocrazia

La nascita della Macroregione Mediterranea è l’esempio di come la meritocrazia stia procedendo a mettere profonde radici nella nostra realtà. Vediamo qui coinvolti i cittadini in un nuovo rapporto con l’Europa. Cosa cambia rispetto a prima? Il cambiamento nasce alla radice in quanto la Macroregione rappresenta un mezzo, atto all’integrazione dei popoli. Sono le competenze e l’impegno che vengono premiate da questo enorme colosso che abbraccia il Mediterraneo. Si basa, infatti, sulla piena collaborazione tra professionalità davvero adatte alla posizione rivestita, convogliate verso la tutela dei popoli e la profonda convinzione della necessità di affrontare un cambiamento insieme.


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