Turchia e Mediterraneo

Tutti i Paesi del Mediterraneo invocano una serie di misure per sostenere i rifugiati siriani in Turchia. E anche la Turchia sta cercando la soluzione nella cooperazione mediterranea.

Nel 2020 gli arrivi lungo la rotta del Mediterraneo orientale sono stati inferiori di quasi il 98% rispetto al 2015, ma sono ora aumentati nel 2021, nel 2022 e nel 2023. L’accordo della Turchia con l’unione Europea ha contribuito a ridurre il numero di vite perse in mare e a contrastare i trafficanti di migranti ma ora giustamente occorre un’azione sinergica a livello mediterraneo

I rifugiati in Turchia hanno già visto migliorare le proprie condizioni di vita grazie alla cooperazione dei Paesi nel Mediterraneo, in particolare:

  • sono stati attuati 65 progetti volti a soddisfare le esigenze di base e a fornire protezione, istruzione e assistenza sanitaria ai rifugiati più vulnerabili in Turchia;
  • 701 000 minori rifugiati hanno ricevuto un sostegno per frequentare la scuola;
  • vi è stato l’accesso libero ed equo all’assistenza sanitaria per 4 milioni di rifugiati;
  • più di 2,6 milioni di rifugiati hanno ricevuto sostegno per le necessità di base della vita quotidiana

La Commissione Europea ha mobilitato 3 miliardi di EUR a favore dei rifugiati e delle comunità di accoglienza in Turchia per il periodo 2021-2023. Questo finanziamento mira a sostenere esigenze di base ma, per risolvere definitivamente la vicenda, occorre intervenire decisamente a livello mediterraneo con ogni sinergia.

In particolare le persone in fuga dalla guerra in Siria hanno diritti umani incomprimibili. Quantunque nella diversità dei toni politici, dopo le elezioni del 14 maggio, la Turchia saprà affrontare la ripresa post-terremoto e la questione dei rifugiati nell’ambito di un quadro giuridico mediterraneo che sani le ferite e favorisca la desiderata integrazione.