ATTIVITA’, posizioni e azioni della macroregione mediterranea nei paesi

Primo Quadrimestre 2026 Mediterraneo in Iran

Nel primo quadrimestre del 2026 l’Iran è teatro di violenze inumane, iniziate a fine dicembre 2025, che stanno sfociando in un fiume di sangue contro i cittadini che chiedono pane, rispetto e libertà.

L’otto ed il nove gennaio nella città di Rasht le forze di sicurezza hanno usato armi da fuoco, gas lacrimogeni e fuoco contro i manifestanti ed i cittadini negli spazi del bazar e nelle vie circostanti.

Eventi simili di repressione violenta, che hanno portato a vere e proprie stragi, sono avvenute in tutto l’Iran, citiamo come esempio Fardis (Alborz).

La repressione ha incluso detenzioni di massa, sparizioni forzate, coprifuoco notturno, arresto di internet e, generalmente, uso di estrema violenza.
Le stesse autorità iraniane parlano di oltre tremila morti ma rapporti indipendenti riportano oltre cinquantacinque mila morti, in continuo aumento, senza contare le torture, le sparizioni e le intimidazioni alle vittime e loro parenti.

A fine gennaio 2026 l’Unione Europea ha ufficialmente designato l’organizzazione paramilitare iraniana “Islamic Revolutionary Guard Corps (IRGC) come entità terroristica, citando il suo ruolo nella repressione violenta delle proteste e manifestazioni.

La decisione comporta sanzioni su beni, restrizioni di viaggi e potenziali misure penali nei Paesi dell’Unione Europea.

Proteste di solidarietà e sensibilizzazione stanno avvenendo in diversi Stati mediterranei.
Trattasi di una delle risposte più forti nell’area mediterranea al dramma iraniano e segnala una sentita condanna istituzionale e civile contro le violenze di Stato ed a protezione del popolo iraniano.

Tra le tante manifestazioni nell’area mediterranea citiamo la manifestazione avvenuta il 3 gennaio a Parigi.

Si contano centinaia di migliaia di persone che hanno dimostrato la loro solidarietà al popolo iraniano e contro il regime e la sua estrema violenza. Un simbolo forte di alleanza e sostegno da parte del popolo del Mediterraneo e dell’Unione Europea.

La Macroregione Mediterranea ha espresso da subito in modo ufficiale la condanna della violenza e il sostegno alle aspirazioni di libertà del popolo iraniano.

La popolazione della Macroregione Mediterranea vive con profonda preoccupazione la situazione drammatica in cui sta vivendo il popolo iraniano e ritiene urgente, essenziale e necessaria una stigmatizzazione chiara e concreta con sanzioni forti.
Designare l’IRGC come forza terroristica col suo inserimento nell’elenco delle organizzazioni terroristiche è un primo passo. Il popolo iraniano e mediterraneo e la Macroregione Mediterranea chiedono si aggiungano altre importanti concrete misure quali:
– assicurare incisive e immediate misure di tutela per chi fugge dalle repressioni in tutto il Mediterraneo;

– effettuare indagini internazionali a chiarimento delle violenze di massa, delle sparizioni e dell’uso della forza contro i civili;

– fornire supporti satellitari e soluzioni tecnologiche per ovviare al blackout di internet nel territorio iraniano;

– ritirare temporaneamente dall’Iran gli ambasciatori ed il personale diplomatico non essenziale, presenti in Iran, per motivi di sicurezza e per esprimere solidarietà al popolo iraniano;

– sospendere i visti per funzionari vicini al regime iraniano responsabili di violazione dei diritti umani;

– allontanamento e revoca dell’accreditamento di tutti i diplomatici iraniani presenti all’estero, inclusi consolati e rappresentanze in quanto possibili strumenti attivi di intelligence, sorveglianza e promozione di operazioni ostili. Questo anche in ragione del fatto che sono stati già segnalati tentativi sistematici di invio di link malevoli, campagne di phishing e contatti sospetti, con il rischio concreto di cyber-attacchi, spionaggio digitale e intimidazioni transnazionali non solo contro gli oppositori iraniani ma anche per la sicurezza dei paesi ospitanti;

– rafforzamento delle sanzioni mirate contro gli apparati repressivi del regime iraniano, inclusi i responsabili militari, giudiziari e di sicurezza coinvolti nella repressione violenta delle proteste e della censura della libertà di parola, espressione ed informazione;

– avvio di indagini, a tutti i livelli, sui flussi finanziari in uscita dall’Iran, inclusi fondi pubblici o illecitamente sottratti. Vi sono sempre più diffuse segnalazioni, infatti, secondo cui esponenti del regime iraniano e apparati governativi iraniani starebbero trasferendo capitali all’estero tramite strumenti finanziari digitali e criptovalute, al fine di aggirare sanzioni internazionali, riciclare denaro e acquisire immobili o attività economiche, in preparazione della propria fuga;

– impedire che soldi dell’erario acquisiti con violazione dei diritti umani siano utilizzati per l’acquisto di beni immobili o investimenti in tutto il Mediterraneo e ovunque.

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