PRIMO PILASTRO: GIUSTA RISPOSTA AGLI EFFETTI DEL RISCALDAMENTO DEL MAR MEDITERRANEO

da | Ago 7, 2026 | Blu Economy

IL RISCALDAMENTO DELLE ACQUE DEL MEDITERRANEO STA ATTIRANDO CENTINAIA DI SPECIE INVASIVE

Il Mediterraneo dei nostri antenati non esiste più. Il cambiamento climatico, causato principalmente dalla combustione di petrolio, carbone e gas, sta riscaldando il Mar Mediterraneo, favorendo la comparsa di centinaia di nuove specie ittiche invasive che decimano le popolazioni autoctone.
Con la diminuzione della biodiversità, le comunità costiere faranno fatica a sbarcare il lunario con i metodi che hanno utilizzato per generazioni.

 

IL CALORE NON PUÒ DISSIPARSI NEL BACINO DEL MEDITERRANEO

Gli scienziati hanno definito il Mediterraneo un “punto critico” per il cambiamento climatico, prevedendo un riscaldamento delle sue acque compreso tra 2 e 6 gradi Celsius (3,6 e 10,8 gradi Fahrenheit) entro il 2100. Secondo gli esperti mediterranei sul clima e il cambiamento ambientale, una rete indipendente di scienziati, è probabile che le ondate di calore diventino più frequenti e più intense.
Ronan McAdam, oceanografo del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici, ha affermato che un fattore chiave del riscaldamento è che il mare è un bacino chiuso e il calore non può dissiparsi come nella vastità degli oceani.
Le nuove specie ittiche si stanno ora dirigendo verso la Francia e la Spagna dopo essere entrate nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez.
La Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo, organismo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ha affermato che tali specie invasive sono presenti da decenni, ma la loro diffusione ha subito un’accelerazione dopo i primi anni 2000, in concomitanza con l’aumento delle temperature marine. Ad esempio, il pesce leone è stato segnalato per la prima volta nel Mediterraneo orientale nel 2012 e si è rapidamente espanso verso ovest.

Cipro, a causa della sua vicinanza al Canale di Suez, è stata la prima a risentire dell’impatto di questi pesci invasivi. Il pesce leone ha soppiantato le specie autoctone come la triglia, con grande disappunto dei pescatori, che hanno visto diminuire drasticamente le varietà locali più apprezzate dai clienti.
Poi ci sono i pesci coniglio, che possono divorare le alghe dal fondale marino, distruggendo l’habitat di molte specie autoctone.
Il primo Pilastro procede nella giusta direzione: ridurre l’uso dei combustibili fossili.

 

SONO STATE IDENTIFICATE CIRCA 1.000 SPECIE INVASIVE

Nel Mediterraneo sono state identificate circa 1.000 specie invasive, di cui 800 ormai saldamente insediate.
I cambiamenti sono drastici. Le acque basse del Mediterraneo orientale hanno perso il 93% della loro popolazione di molluschi. Lungo la costa adriatica, un tempo ricca di cozze, quasi tutte sono morte a causa delle temperature del mare che a volte hanno superato i 30 gradi Celsius (86 gradi Fahrenheit).

 

AFFRONTARE SINERGICAMENTE CON IL PRIMO PILASTRO IL TEMA DELLA DIFFUSIONE DELLE SPECIE INVASIVE

Il Primo Pilastro è la risposta su come le comunità costiere possano far fronte al problema. Un modo è quello di commercializzare le specie invasive commestibili. Un altro è quello di pagare i pescatori affinché catturino specie non commestibili come il pesce palla, per poi incenerirle.
Alcune specie, come il pesce leone, hanno vantaggi economici dato che sono vengono vendute a prezzi molto alti. Ma i pescatori non hanno sfruttato il potenziale invasivo del pesce scorpione, la cui popolazione è cresciuta significativamente nelle acque italiane.
Esistono nel Primo Pilastro molti modi pratici per mitigarne l’impatto.
Innanzitutto, è necessario impedire la loro ulteriore migrazione applicando un trattato internazionale che obblighi le autorità nazionali a trattare le acque di zavorra delle navi in arrivo che potrebbero trasportare tali specie.
Un’altra tattica consiste nel trattare gli scafi delle navi con una vernice speciale che impedisce agli organismi indesiderati di attaccarsi.
Occorre modificare la policy per consentire alle specie autoctone di ricostituire parte del loro numero, ad esempio coltivando molluschi meno suscettibili al granchio blu alieno.

Dr. Merita Murati

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