Luglio e Agosto Mediterraneo in Italia

Più nidi nel Mediterraneo occidentale per record di temperatura

L’87% dei nidi scoperti si trova su spiagge con un alto impatto antropico, 115 i tentativi falliti. Il progetto europeo Life Turtlenest tutela coste, nidi e tartarughini in Italia, Francia e Spagna.

È allarme clima nel Mediterraneo. Le temperature medie annuali nel bacino del Mediterraneo sono di circa 1,4° C superiori al livello di fine ‘800, un valore superiore di 0,25° C circa rispetto all’incremento medio della temperatura globale: è quanto emerge dal report “Climate change and interconnected risks to sustainable development in the Mediterranean”, pubblicato su Nature Climate Change. 

Inoltre, il Mediterraneo è tra i bacini che si stanno scaldando più velocemente sul pianeta, circa + 0,4°C per ognuno degli ultimi decenni, e proiezioni per il 2100 variano tra +1,8°C e +3,5°C in media rispetto al periodo tra il 1961 e il 1990. Basti pensare che tra giugno e agosto 2022 le temperature superficiali medie sono state più alte anche di 4,6 °C rispetto a quelle registrate tra il 1991 e il 2020: un record mai raggiunto prima. Ed è proprio a partire da queste ricerche che gli esperti hanno associato la tendenza costante del riscaldamento delle acque all’aumento del numero di nidi di Caretta caretta sulle coste occidentali del Mare Nostrum.

Nuovi lidi per Caretta

Con l’aumento delle temperature dovuto alla crisi climatica, infatti, le tartarughe Caretta caretta stanno individuando le coste del Mediterraneo occidentale come luoghi adatti per formare nuove colonie. Fino a pochi anni fa la nidificazione regolare avveniva esclusivamente nel più caldo bacino del Mediterraneo orientale, principalmente in Libia, Grecia, Turchia e Cipro. Tuttavia, negli ultimi due decenni gli esperti hanno registrato un numero crescente di nidificazioni lungo le coste italiane, francesi e spagnole. Evidentemente questa specie esplora nuove località ed espande l’areale di nidificazione, dal momento che oggi sono disponibili contesti naturali precedentemente troppo freddi per l’incubazione degli embrioni.

È per questo che è nato Life Turtlenest, un progetto cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma LIFE e coordinato da Legambiente, finalizzato al miglioramento della conservazione della tartaruga marina comune (Caretta caretta) in Italia, Spagna e Francia, attraverso attività di monitoraggio, messa in sicurezza dei nidi, ricerca scientifica e campagne di sensibilizzazione rivolte alla popolazione.

Inoltre, obiettivo di Turtlenest è anche quello di studiare come i cambiamenti climatici stiano provocando l’espansione dell’areale delle femmine di Caretta caretta nel Mediterraneo occidentale. Attraverso un approccio integrato, il progetto permetterà di migliorare lo stato di conservazione di Caretta caretta anche grazie all’allargamento e/o all’istituzione di nuovi siti Natura 2000.

Nel Mediterraneo occidentale fino a poco tempo fa l’attività di nidificazione era sporadica e imprevedibile. Il primo nido “anomalo” documentato è stato trovato nel luglio del 2001 su una spiaggia della provincia di Almeria, nel sud-est della Spagna. Per oltre un decennio, la nidificazione è rimasta occasionale, con solo 13 nidi registrati in tutto il Mediterraneo occidentale fino al 2012. Dal 2013 la cifra delle nidificazioni è aumentata rapidamente, raggiungendo nelle ultime due stagioni il numero record di 146. Le deposizioni si sono verificate sulle coste tirreniche innanzitutto dell’Italia (84,5%), seguita da Spagna (13,9%) e Francia (1,5%)

L’ Italia è tra i primi sette Paesi mediterranei con la più alta pressione turistica. 

Da una recente indagine condotta da Legambiente è emerso infatti che i frequentatori delle spiagge e i balneari sono spesso del tutto impreparati su questo tema: quasi il 90% delle 300 persone intervistate non sapeva infatti che la zona in cui si trovava era interessata dalla nidificazione delle tartarughe marine. La stessa percentuale non sapeva quali comportamenti adottare per non disturbare le tartarughe durante le fasi di nidificazione e schiusa

La Macroregione Mediterranea supporta le iniziative tese a creare coesione e benessere nel Mediterraneo. Basandosi soprattutto sulla conservazione dell’ecosistema marino, l’italia, unitamente a Spagna e Francia, sta sviluppando  una proficua campagna di sensibilizzazione rivolta alla popolazione per proteggere il mar Mediterraneo nelle more dell’approvazione della Strategia,così come per le altre quattro Macroregioni.