L’UE E I PAESI VICINI DEL MEDITERRANEO SI IMPEGNANO IN UNA NUOVA DICHIARAZIONE PER RICOSTITUIRE GLI STOCK ITTICI

da | Mag 8, 2026 | Blu Economy

UN DECENNIO DI PROGRESSI, MA L’URGENZA DI AGIRE PERSISTE

Nel quadro dello sviluppo verso l’approvazione della Strategia, l’Unione Europea e i Paesi del Mediterraneo si sono impegnati a proseguire la cooperazione per ricostituire gli stock ittici del Mediterraneo, concordando di adottare una nuova dichiarazione MedFish4Ever nel 2027.
La nuova dichiarazione definirà un percorso ambizioso per il prossimo decennio di azione in materia di pesca e acquacoltura nel Mediterraneo. L’impegno è stato assunto in occasione della Conferenza ministeriale di alto livello tenutasi oggi a Nicosia, co-organizzata dalla Commissione europea e dalla Repubblica di Cipro.
Dalla firma della dichiarazione originale nel 2017, metà degli stock ittici del Mediterraneo ha iniziato a riprendersi. Laddove è stata applicata una gestione basata su criteri scientifici, i risultati sono tangibili: nell’Adriatico, gli stock demersali come il nasello hanno raggiunto per la prima volta il rendimento massimo sostenibile. Le aree di pesca a pesca limitata producono effetti positivi a cascata e gli attrezzi da pesca selettivi stanno riducendo le catture accessorie. L’acquacoltura sostenibile contribuisce alla sicurezza alimentare.
Tuttavia, oltre la metà degli stock ittici valutati risulta ancora sovrasfruttata. La pesca illegale e la sovracapacità della flotta continuano a minare il settore, i cambiamenti climatici stanno accelerando le pressioni e le comunità di pescatori su piccola scala affrontano difficoltà economiche, poiché i giovani si allontanano dalla professione.

 

ALTRI PROBLEMI INDIVIDUATI

La capacità della flotta è un altro problema strutturale. Un recente studio separato sulla capacità della flotta peschereccia ha esaminato lo stato della flotta dell’UE, compresa la sua evoluzione e la sostenibilità a lungo termine. Il rapporto tra capacità di pesca, stock disponibili e redditività economica rimane centrale nel dibattito politico mediterraneo. Una capacità eccessiva può aumentare la pressione sugli stock; investimenti insufficienti possono impedire alle flotte costiere di modernizzarsi.
Anche il consumo energetico sta assumendo un’importanza crescente. I pescherecci rimangono dipendenti dai combustibili fossili, il che rende il settore vulnerabile agli shock dei prezzi e complica il raggiungimento degli obiettivi climatici più ampi dell’Unione Europea. La Commissione ha già promosso una transizione energetica per la pesca e l’acquacoltura, ma questo cambiamento richiede finanziamenti, tecnologie adeguate e soluzioni pratiche per gli operatori più piccoli.
Per le comunità costiere, i risultati sono significativi perché le politiche della pesca incidono sull’occupazione, sulle filiere di approvvigionamento locali, sui porti, sugli impianti di trasformazione e sull’identità regionale. Anche quando la pesca rappresenta una piccola quota della produzione nazionale, può essere economicamente e socialmente importante in determinate aree. Le misure che migliorano il recupero degli stock ittici possono favorire la sostenibilità a lungo termine, ma possono anche creare pressioni a breve termine sulle flotte se non accompagnate dal supporto credibile per la transizione indicato nell’implementation del Primo Pilastro.

 

UN APPROCCIO UNITARIO PER IL PROSSIMO DECENNIO.

I partecipanti hanno individuato cinque aree prioritarie a supporto della prossima dichiarazione:
Governance più efficace: applicazione rigorosa delle misure, lotta alla pesca illegale e riduzione della sovracapacità della flotta.
Ripresa guidata dalla scienza: ampliamento dei piani di gestione e delle aree protette e collaborazione con i pescatori nella ricerca.
Una transizione equa: sostegno mirato ai pescatori su piccola scala, ricambio generazionale e parità di genere.
Resilienza climatica: adattare la gestione della pesca e dell’acquacoltura e trasformare sfide come le specie non autoctone in opportunità.
Solidarietà e partenariato: azione collettiva ancorata a una Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM) modernizzata.
La Dichiarazione MedFish4Ever, firmata nel marzo 2017 da 16 paesi del Mediterraneo e dalla Commissione europea, aveva definito una visione decennale per la sostenibilità del settore della pesca e dell’acquacoltura nella regione. La Conferenza ministeriale odierna fa il punto sui progressi compiuti e raccoglie orientamenti politici per la prossima dichiarazione, che sarà adottata nel 2027.

Dr. Merita Murati

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