Strategia e piano d’azione

Le Macroregioni

Le Macroregioni sono nuove forme rafforzate di governo della Unione Europea, perché facilitano il consenso su temi di interesse comune, tra realtà territoriali di Stati membri appartenenti a una stessa area, anche coinvolgendo realtà territoriali extra europee e “promuovono sinergie piuttosto che discriminazioni e sovrapposizioni”.

Le Macroregioni promuovono e sviluppano azioni in campi di interesse comune quali economia, ambiente, energia, salute, trasporti, istruzione e cultura, lotta alla criminalità, ricerca e innovazione, assistenza sociale, tutela dei minori, turismo.

Sono strumenti europei, nati con lo scopo di favorire la partecipazione al processo decisionale non solo degli Stati ma anche delle Regioni, degli Enti Locali e della Società Civile in aree geografiche circoscritte.

Gli interventi concordati in ambito Macroregionale possono essere sostenuti dai Fondi Strutturali e da investimenti europei per affrontare le sfide comuni relative alle citate aree geografiche.

Gli Stati che rientrano in una Macroregione possono appartenere oppure no all’Unione Europea.

Nel 2009 è stata istituita la prima Macroregione denominata: “Macroregione del Mar Baltico”, (EUSBSR), la cui Strategia si fonda su tre obiettivi principali: salvaguardare il mare; potenziare le infrastrutture per migliorare i collegamenti all’interno della Macroregione; accrescere il benessere dei cittadini, anche combattendo la criminalità organizzata.

Nel 2010 è nata la “Macroregione del Danubio”, (EUSDR). Nella sua Strategia sono stati previsti quattro ambiti prioritari, la cui Strategia si fonda su tre obiettivi principali: promuovere i collegamenti nella regione del Danubio; proteggere l’ambiente; creare prosperità; rafforzare la regione anche dal punto di vista della sicurezza.

La strategia UE per la “Macroregione Adriatica e Ionica”, (EUSAIR), che è nata nel 2014, promuove: una crescita sostenibile in termini economici e sociali della regione adriatico-ionica, supportando al contempo il processo di integrazione dei paesi balcanici dell’area; le opportunità dell’economia marittima: trasporti mare-terra; protezione dell’ambiente marino; turismo sostenibile; connettività in campo energetico.

La strategia UE per la “Macroregione Alpina”, (EUSALP), istituita solo nel 2015, interessa anch’essa quattro ambiti di intervento: la crescita economica e l’innovazione, ad esempio mediante attività di ricerca su prodotti e servizi specifici della regione alpina; connettività e mobilità, con il miglioramento della rete stradale e ferroviaria e l’espansione dell’accesso a Internet via satellite nelle aree remote; interventi nel campo di ambiente ed energia, con la messa in comune delle risorse per salvaguardare l’ambiente e la promozione dell’efficienza energetica nella regione.

 

L’azione delle Macroregioni sul territorio

I Programmi dalla Politica di Coesione attribuiscono sempre più rilevanza al ruolo delle città, delle aree geografiche funzionali, delle aree che affrontano specifici problemi geografici o demografici ed al ruolo delle strategie Macroregionali.

Viene quindi ribadita una grande attenzione sui traguardi europei che si sostanziano in cinque grandi obiettivi di policy proposti: un’Europa più intelligente, più verde, più connessa, più sociale, più vicina ai cittadini.

Gli obiettivi specifici dei regolamenti di Fondo (FESR e FSE+), presentano in tal senso una indubbia potenzialità d’intervento su quattro temi unificanti: lavoro di qualità, territorio e risorse naturali per le generazioni future, omogeneità e qualità dei servizi per i cittadini, cultura come veicolo di coesione economica e sociale.

La sfida della globalizzazione richiede un‘estesa cooperazione regionale, stabilità politica, una governance efficiente e protezione sociale. Purtroppo, la situazione dei Paesi del Mediterraneo è molto squilibrata e spesso lontana dalla realizzazione di queste condizioni. La scelta di lungo termine, dunque, è tra uno sviluppo diseguale e uno sviluppo congiunto.

La Politica Europea del Vicinato (ENP), lanciata dalla UE nel 2003-2004, è un passo nella giusta direzione. Tale politica intende approfondire la cooperazione politica e l’integrazione economica tra l’UE e i suoi immediati vicini, promuovere e supportare una migliore governance e attuare riforme. Attraverso Piani d’Azione concordati, l’UE e i suoi partner ENP si dedicheranno a problemi di interesse comune e adotteranno misure utili alla crescita economica e alla coesione sociale, innalzando lo standard di vita. Politiche tendenti a raccogliere ed integrare il meglio delle intelligenze esistenti per creare e sviluppare Centri di eccellenza, creando una sorta di super incubatore che svolga anche funzione di “Acceleratore” di start-up innovative.

La Macroregione Mediterranea è Soggetto ottimale per lo sviluppo del Progetto europeo Next Generation EU, che sostiene gli Stati colpiti dall’emergenza sanitaria ed ha un occhio particolare per le conseguenze sull’occupazione, causate da una prospettiva diversa dell’economia, sempre più digitale e che avrà le sue maggiori conseguenze per le giovani generazioni, e non solo.

Promuovere e sostenere istruzione e formazione professionale (IFP) costituisce un elemento chiave dei sistemi di apprendimento permanente nel Mediterraneo, supportato dalla UE.

Occorre dotare i cittadini mediterranei delle conoscenze, abilità e competenze richieste per determinate nuove professioni sul mercato del lavoro.

La cooperazione europea in materia di istruzione e formazione professionale è stata ulteriormente rafforzata dal comunicato di Bruges e dalle conclusioni di Riga. Il 1º luglio 2020 la Commissione ha presentato un’agenda ambiziosa per guidare gli sforzi di ripresa dopo la pandemia di COVID-19 nei settori dell’occupazione e della politica sociale, ponendo l’accento sulle competenze e sull’IFP.

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