LA STRATEGIA PER SCONFIGGERE LE MINACCE AL MAR MEDITERRANEO

da | Mar 6, 2025 | Blu Economy

LE PRINCIPALI MINACCE PER IL MAR MEDITERRANEO E COME POSSIAMO COMBATTERLE

Il Mar Mediterraneo, rinomato per la sua ricca biodiversità, ospita oltre 17.000 specie marine, di cui fino al 30% è esclusivo. Il Mediterraneo sta affrontando gravi sfide. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), circa il 75% delle sue popolazioni ittiche è sovrasfruttato e quasi la metà dei suoi principali predatori, tra cui i mammiferi marini, sono andati perduti dal 1950.

1. Dispositivi di aggregazione dei pesci

I dispositivi illegali di aggregazione dei pesci (FAD) rappresentano una minaccia significativa per il Mar Mediterraneo, contribuendo pesantemente alla pesca eccessiva e alla distruzione degli ecosistemi marini. I FAD sono strutture artificiali progettate per attrarre i pesci. In genere sono costituiti da materiali galleggianti, come foglie di palma o vasche di plastica, che forniscono ombra e creano un habitat in cui i pesci si radunano. La parte galleggiante è ancorata al fondale marino con lunghe linee realizzate con materiali non biodegradabili come il polipropilene. Una volta che un gran numero di pesci si è aggregato sotto un FAD, i pescatori circondano l’area con reti, catturando tutti i pesci presenti. Questo metodo di pesca indiscriminato porta alla cattura di specie sia bersaglio che non bersaglio, tra cui fauna marina in via di estinzione e giovani che non hanno avuto la possibilità di riprodursi, con un impatto grave sulle popolazioni ittiche e sulla biodiversità. Oltre alla pesca eccessiva, i FAD sono una delle principali fonti di inquinamento da plastica. I materiali non biodegradabili utilizzati per la loro costruzione rimangono nell’oceano indefinitamente. Questi materiali possono intrappolare animali marini come tartarughe e balene, causando lesioni o morte, e contribuiscono al problema più ampio dell’inquinamento da plastica poiché si degradano in microplastiche. Oltre 10.000 FAD illegali vengono ancorati ogni anno nel Mar Tirreno meridionale , contribuendo in modo significativo all’inquinamento marino e al degrado dell’ecosistema.

2. Reti da posta derivanti e palangari

Le reti da posta derivanti e i palangari sono noti per la loro natura indiscriminata e distruttiva, intrappolando un’ampia varietà di vita marina, tra cui specie protette come capodogli, delfini, tartarughe marine e squali. Nonostante siano vietati, questi metodi di pesca sono ancora diffusi nel Mediterraneo, rappresentando una grave minaccia per la biodiversità marina. Conosciute anche come “muri della morte”, le reti derivanti sono grandi reti da pesca che possono estendersi per diversi chilometri. Vengono lasciate galleggiare liberamente in mare aperto, sostenute da boe. I pesci e le altre creature marine che nuotano in queste reti rimangono impigliati nella maglia sottile, incapaci di scappare. Questo metodo è altamente efficace nel catturare grandi quantità di pesce, ma spesso si traduce in un alto livello di cattura accidentale di specie indesiderate, come mammiferi marini, tartarughe e persino uccelli marini. Gli animali intrappolati lottano per liberarsi, spesso arrivando a sfinimento, ferite e morte. Le reti derivanti sono state vietate a livello globale nel 2003 a causa del loro impatto devastante sugli ecosistemi marini, ma l’uso illegale persiste. I palangari sono costituiti da una lenza centrale, che può essere lunga fino a diversi chilometri, da cui si diramano lenze più corte. Ogni lenza secondaria è dotata di ami con esche studiati per attrarre pesci come tonni e pesci spada. Sebbene efficaci per la pesca mirata, i palangari presentano anche rischi significativi per le specie non bersaglio, in particolare tartarughe marine e uccelli marini. Se lasciati incustoditi per lunghi periodi, i palangari sono particolarmente pericolosi perché continuano a catturare e uccidere la vita marina indiscriminatamente.

Le operazioni di Sea Shepherd hanno costantemente preso di mira questi metodi di pesca illegali ma occorre l’azione sinergica macroregionale con l’approvazione della Strategia.

3. Pentole per polpi

Queste nasse illegali per la pesca del polpo contribuiscono alla grave pesca eccessiva delle popolazioni di polpi e interrompono la catena alimentare marina, colpendo specie come la foca monaca del Mediterraneo , in via di estinzione, che dipende fortemente dai polpi per nutrirsi.

L’operazione Siso di Sea Shepherd è stata determinante nel combattere l’uso illegale di nasse per polpi. All’inizio di quest’anno, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha pubblicato la buona notizia che le foche monache sono state riclassificate nella sua lista Red Data da “in pericolo” alla categoria meno critica di “vulnerabile”.

4. Inquinamento da plastica

L’inquinamento da plastica rappresenta una minaccia enorme per il Mediterraneo, con un impatto sulla vita marina attraverso l’impigliamento e l’ingestione. Gli attrezzi da pesca abbandonati, persi o scartati (ALDFG), comunemente noti come reti fantasma, continuano a catturare e uccidere la vita marina molto tempo dopo essere andati persi. Queste reti fantasma, insieme ad altri detriti marini, possono essere scambiate per cibo dagli animali marini, causando lesioni interne, blocchi e fame. I detriti marini di plastica finiscono anche sulle spiagge dove le tartarughe marine depongono le uova, impedendo alle piccole tartarughe di raggiungere l’acqua.

Tutti i tipi di detriti marini, compresi gli articoli di plastica monouso come posate, bottiglie e borse, si scompongono in microplastiche nel tempo. Queste particelle, di dimensioni inferiori a 5 millimetri, rappresentano una minaccia significativa a lungo termine per le specie marine e gli ecosistemi. Ingerite da vari organismi marini, le microplastiche causano danni fisici ed esposizione tossica e portano alla bioaccumulazione lungo la catena alimentare, colpendo i predatori più grandi e gli esseri umani. Estremamente resistenti e più difficili da pulire a causa delle loro dimensioni, le microplastiche possono persistere nell’ambiente marino per decenni, con un impatto continuo sulla vita marina. Il modo migliore per combatterle è impedire in primo luogo che la plastica finisca nel Mediterranea, il che va reso possibile e potenziato solo con l’implementation del Primo Pilastro.

 

SEA SHEPHERD CONDUCE DIVERSE PROFICUE CAMPAGNA DI PATTUGLIAMENTO VIA TERRA E VIA MARE PER PROTEGGERE IL MEDITERRANEO MA ORA OCCORRE L’IMPLEMENTATION DEL PRIMO PILASTRO

L’operazione Siso, che prende il nome da un capodoglio morto impigliato in una rete da posta derivante illegale con lo stomaco pieno di plastica, è stata fondamentale per rimuovere attrezzi da pesca illegali e inquinamento da plastica. Dal 2018, i volontari di Sea Shepherd hanno lavorato a stretto contatto con le autorità locali, per identificare e rimuovere attrezzi da pesca illegali e ALDFG. La rimozione record di 237 FAD illegali da parte di Sea Shepherd ha contribuito a rimuovere materiali che contribuiscono alle microplastiche dal mare.

Gli sforzi instancabili di tali volontari non bastano ovviamente per il recupero della vita marina nel Mediterraneo. La vigilanza e l’applicazione continue e sinergiche sono essenziali per proteggere questo fragile ecosistema marino. Solo la celere approvazione della Strategia con l’implementation del Primo Pilastro potrà preservare la ricca biodiversità per le generazioni a venire.

Merita Murati

Translate »
Panoramica privacy

In questa pagina si descrivono le modalità di gestione del sito in riferimento al trattamento dei dati personali degli utenti che lo consultano.

Si tratta di un’informativa che è resa anche ai sensi dell’ art. 13 del d.lgs. n. 196/2003 – Codice in materia di protezione dei dati personali  a coloro che interagiscono con i servizi web del Garante per la protezione dei dati personali, accessibili per via telematica a partire dall’indirizzo:
https://mediterranean-macroregion.eu

L’informativa è resa solo per il sito  mediterranean-macroregion.eu di e non anche per altri siti web eventualmente consultati dall’utente tramite link.

L’informativa si ispira anche alla Raccomandazione n. 2/2001 che le autorità europee per la protezione dei dati personali, riunite nel Gruppo istituito dall’ art. 29 della direttiva n. 95/46/CE, hanno adottato il 17 maggio 2001 per individuare alcuni requisiti minimi per la raccolta di dati personali on-line, e, in particolare, le modalità, i tempi e la natura delle informazioni che i titolari del trattamento devono fornire agli utenti quando questi si collegano a pagine web, indipendentemente dagli scopi del collegamento.

IL TITOLARE DEL TRATTAMENTO

A seguito della consultazione di questo sito possono essere trattati dati relativi a persone identificate o identificabili.

Il “titolare” del loro trattamento è EUSMED che ha sede in Roma (Italia), Via Emilio Albertario,7 00167.

Nessun dato derivante dal servizio web viene comunicato o diffuso.

TIPI DI DATI TRATTATI

Dati di navigazione

I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento di questo sito web acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.

Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a interessati identificati, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni ed associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificare gli utenti.

In questa categoria di dati rientrano gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al sito, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l’orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all’ambiente informatico dell’utente.

Questi dati vengono utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull’uso del sito e per controllarne il corretto funzionamento e vengono cancellati immediatamente dopo l’elaborazione. I dati potrebbero essere utilizzati per l’accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del sito: salva questa eventualità, allo stato i dati sui contatti web non persistono per più di sette giorni.

Dati forniti volontariamente dall’utente

L’invio facoltativo, esplicito e volontario di posta elettronica agli indirizzi indicati su questo sito comporta la successiva acquisizione dell’indirizzo del mittente, necessario per rispondere alle richieste, nonché degli eventuali altri dati personali inseriti nella missiva.

Specifiche informative di sintesi verranno progressivamente riportate o visualizzate nelle pagine del sito predisposte per particolari servizi a richiesta.

COOKIES

Nessun dato personale degli utenti viene in proposito acquisito dal sito.

Non viene fatto uso di cookies per la trasmissione di informazioni di carattere personale, né vengono utilizzati c.d. cookies persistenti di alcun tipo, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti.

L’uso di c.d. cookies di sessione (che non vengono memorizzati in modo persistente sul computer dell’utente e svaniscono con la chiusura del browser) è strettamente limitato alla trasmissione di identificativi di sessione (costituiti da numeri casuali generati dal server) necessari per consentire l’esplorazione sicura ed efficiente del sito.

I c.d. cookies di sessione utilizzati in questo sito evitano il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti e non consentono l’acquisizione di dati personali identificativi dell’utente.

MODALITÀ DEL TRATTAMENTO

I dati personali sono trattati con strumenti automatizzati per il tempo strettamente necessario a conseguire gli scopi per cui sono stati raccolti.

Specifiche misure di sicurezza sono osservate per prevenire la perdita dei dati, usi illeciti o non corretti ed accessi non autorizzati.

DIRITTI DEGLI INTERESSATI

I soggetti cui si riferiscono i dati personali hanno il diritto in qualunque momento di ottenere la conferma dell’esistenza o meno dei medesimi dati e di conoscerne il contenuto e l’origine, verificarne l’esattezza o chiederne l’integrazione o l’aggiornamento, oppure la rettificazione (art. 7 del d.lgs. n. 196/2003).

Ai sensi del medesimo articolo si ha il diritto di chiedere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, nonché di opporsi in ogni caso, per motivi legittimi, al loro trattamento.

Le richieste vanno rivolte a Civicrazia a casella pec istituzionale: protocollo.organismi@pec.cr.camp