IMPLEMENTATION DEL PRIMO PILASTRO PER CONTINUARE A PESCARE NEL MEDITERRANEO

da | Dic 30, 2024 | Blu Economy

L’accordo sull’attività di pesca nelle acque entro il 2025 raggiunto questa settimana dai Ministri della Pesca dell’UE è dovuto a una ragione fondamentale: la necessità di porre fine alla pesca eccessiva per proteggere la biodiversità marina e garantire la vitalità del settore.

Nel Mediterraneo, in assenza dell’approvazione della Strategia, la capacità delle popolazioni ittiche di ricostituire la biodiversità continua a diminuire.

L’ ultimo rapporto (2023) sullo stato della pesca nel Mediterraneo, preparato e pubblicato, come ogni due anni, dalla Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (GFCM) dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) , riconosce che, sebbene la percentuale delle popolazioni ittiche sovrasfruttate ha mostrato una chiara tendenza al ribasso, la pressione di pesca che subisce rimane chiaramente insostenibile .

Solo due specie, fra le tantissime specie, ossia l’ acciuga (soggetta a forti tagli di cattura negli ultimi anni) e la sogliola, vengono sfruttate in modo sostenibile.

Nel resto delle specie, i livelli di estrazione superano la loro capacità di rinnovamento, raggiungendo livelli che in alcuni casi raddoppiano o triplicano tale capacità, il che li porta direttamente all’estinzione se non vengono subito adottate in tutto il Mediterraneo le misure previste nel Primo Pilastro.

La ritardata applicazione della Strategia mette anche a serio rischio la vitalità stessa del settore e, di conseguenza, il modo di vivere delle comunità costiere, in cui l’attività della pesca costituisce da sempre la spina dorsale dell’occupazione e dell’economia locale.

 

ALLA RICERCA DEL PUNTO DI EQUILIBRIO MEDITERRANEO DEL PRIMO PILASTRO

Per tutti questi motivi è necessario raggiungere il grande Patto Mediterraneo, sancito nel Primo Pilastro che consenta la continuità dell’attività di pesca nel Mediterraneo, senza rappresentare una minaccia per il mare e la vita che ospita. La Macroregione Mediterranea, sulla base di tutti i rapoprti scientifici, sottolinea da tempo che se l’attuale livello di sfruttamento eccessivo dovesse continuare, la maggior parte delle specie è destinata a scomparire.

Con il Primo Pilastro vi sarà una forte riduzione dei giorni lavorativi in mare. Nel caso della flotta di pescherecci da traino occorre passare da 130 a 25 giorni all’anno.

Tra queste misure il Primo Pilastro prevede la riduzione del foro nelle maglie da pesca a 44 mm nel caso della pesca costiera e a 48 mm nella pesca profonda. Si aggiungeranno, inoltre, finalmente in tutto il Mediterraneo giorni per adottare obbligatoriamente periodi di chiusura a una certa profondità o sostituire le tradizionali porte che incorporano attrezzi da traino con le porte “volanti” o galleggianti, che sono molto più piccole e leggere e riducono notevolmente l’erosione dei fondali.

Il Primo Pilastro comporterà il finanziamento di cui disporranno i pescatori per entrare nel nuovo modello marino nonché la formazione per recepire questi cambiamenti.

 

CAMBIARE MARCIA CON IL PRIMO PILASTRO PRIMA CHE LA SITUAZIONE DEGENERI

Il Primo Pilastro affronta finalmente in radice la situazione critica per alcuni pesci mediterranei come il nasello, il rombo chiodato e la sogliola.

Come sottolinea l’ organizzazione ambientalista WWF per il Mediterraneo, soltanto trovare l’ equilibrio, come il Primo Pilastro estende a tutto il Mediterraneo, tra capacità di estrazione e redditività dell’attività di pesca determinerà la continuità della pesca nel Mediterraneo. In fin dei conti ora si tratta, con l’implementation del Primo Pilastro, di salvare il Mediterraneo per continuare a pescare nelle sue acque e non fare estinguere o ridurre quasi totalmente il nobile e antico mestiere del pescatore.

Dr. Merita Murati

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