IMPLEMENTATION DEL PRIMO PILASTRO: LE RINNOVABILI POSSONO E DEVONO PROTEGGERE LA BIODIVERSITÀ. ECCO COME

da | Lug 3, 2025 | Blu Economy

Il Mare Mediterraneo è oggi intrappolato in un circolo vizioso. Abbiamo urgente bisogno di decarbonizzare la nostra economia mediterranea, il che significa implementare su larga scala le energie rinnovabili, comprese fonti offshore come parchi eolici fissi e galleggianti. Tuttavia, dobbiamo anche proteggere il mar Mediterraneo. Le energie rinnovabili sono fondamentali per mitigare il cambiamento climatico mediterraneo, consentendo la riduzione delle emissioni di combustibili fossili. Le fonti di energia marina stanno svolgendo un ruolo sempre più importante: il vento domina, ma anche l’energia delle onde e delle maree ha un grande potenziale.

L’Unione Europea (UE) ha fatto dell’eolico offshore un pilastro della sua strategia di decarbonizzazione. Il Green Deal europeo e la Strategia per le energie rinnovabili offshore prevedono una forte espansione di questa tecnologia: da 29 gigawatt (GW) nel 2019 a 300 GW nel 2050. Questa crescita decuplicata in soli tre decenni è essenziale per raggiungere la neutralità climatica. Con il Primo Pilastro occorre promuovere al contempo l’innovazione, l’occupazione e la sicurezza energetica in tutto il Mediterraneo.

 

CONFLITTI E SFIDE NEL MEDITERRANEO

L’impiego massiccio di fonti rinnovabili offshore provoca impatti ambientali e conflitti che spesso si scontrano direttamente con gli sforzi per preservare la ricca biodiversità mediterranea. Il Mar Mediterraneo, con oltre 17.000 specie (il 28% delle quali endemiche) , è uno dei mari più vulnerabili e frammentati del mondo. È già sottoposto a un’enorme pressione da inquinamento, pesca eccessiva, turismo e traffico marittimo, e l’aggiunta di migliaia di infrastrutture energetiche in un’area così sensibile non farebbe che aggravare questi problemi, poiché industrializzerebbe di fatto molte aree costiere e marine. Il conflitto è causato principalmente dalla competizione per lo spazio: aree ad alto potenziale energetico (vento o moto ondoso) spesso si sovrappongono ad aree ad alto valore ecologico. A ciò si aggiungono gli impatti più diretti sulla fauna marina (rumore, collisioni, vibrazioni) e l’alterazione o la distruzione degli habitat marini. Esistono ancora notevoli incognite circa il reale impatto dei macro-progetti sugli ecosistemi mediterranei. I loro effetti cumulativi e a lungo termine su aree cruciali – come le correnti atmosferiche e oceaniche e la produttività degli oceani – sono in gran parte sconosciuti o non sufficientemente studiati. Di fronte a tale incertezza, occorre l’applicazione attenta del principio di precauzione. Allo stato attuale, non ci sono impianti eolici permanenti nel Mediterraneo: esiste, infatti, solo un progetto pilota in Francia con tre turbine e diversi altri progetti ancora in fase di pianificazione.

 

CONVIVENZA SOSTENIBILE MEDITERRANEA NEL PRIMO PILASTRO

La buona notizia è che la decarbonizzazione della nostra economia mediterranea e la protezione del Mar Mediterraneo non sono intrinsecamente incompatibili. Anzi, nel Primo Pilastro sono obiettivi che si rafforzano a vicenda.  Lo strumento chiave per raggiungere questo obiettivo è la pianificazione dello spazio marino e marittimo mediterraneo. Questo processo organizza gli usi del Mar Mediterraneo (energia, pesca e acquacoltura, trasporti, turismo, conservazione) per identificare aree di elevato valore ecologico da proteggere e aree adatte allo sviluppo energetico. In questo modo, riduce al minimo i conflitti e offre una tabella di marcia per una gestione integrata e multifunzionale di tutti i punti del Mar Mediterraneo.

L’obiettivo finale è un impatto netto positivo, in modo che i progetti di energia rinnovabile non solo minimizzino i danni, ma contribuiscano anche al miglioramento degli ecosistemi mediterranei. Questo obiettivo si ottiene attraverso un’efficace mitigazione degli impatti negativi, la compensazione e il ripristino ecologico. L’approvazione della Strategia è improcrastinabile. La considerazione delle comunità locali – i settori della pesca e del turismo, così come i residenti costieri – è fondamentale per una transizione energetica giusta ed equa. Lavorare insieme è l’unico modo per trovare soluzioni innovative che bilancino le energie rinnovabili con la tutela della biodiversità e dei servizi eco-sistemici mediterranei.

Dr. Merita Murati

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