IL RATTO DELLA SPERANZA

da | Feb 12, 2025 | Personality Development

LA FUGA

Il bacino del Mare Nostrum, in virtù della sua posizione strategica, rappresenta non solo un canale utile ai fini degli scambi commerciali e del turismo interstatale, bensì anche la via più celere per consentire un’agevole fuga a chi, nel proprio Paese, soffre a causa delle molteplici azioni di guerra ancora esistenti.

In virtù di ciò, alcuni profughi provenienti dal Libano hanno assunto la decisione – sofferta ma necessaria – di prendere il largo, in cerca di un avvenire migliore.

 

IL VIAGGIO

Ad attenderli non c’era un bastimento, ma un’imbarcazione di legno a dir poco angusta – già colma di persone ammassate a mo’ di bestie -, senza possibilità di alternative: bisognava dare speranza a dei fanciulli, cresciuti sotto il fracasso delle bombe, senza mai aver visto volare un aquilone né – soprattutto – aver sentito parlare di diritti. Dunque urgeva partire!

Un natante in sovraccarico, tuttavia, non può affrontare lunghe traversate, specialmente nel Mar Mediterraneo. Dunque il pirata “comandante” ha subito pensato ad un marchingegno: durante il tragitto, egli ha impartito ai malcapitati passeggeri l’ordine di buttar via tutte le bottiglie d’acqua in loro possesso, anche per tenere le Autorità all’oscuro riguardo al luogo di partenza.

Ma l’approdo era ancora lontano, e gli sventurati a bordo – che avevano obbedito senza batter ciglio, per evitare ritorsioni – iniziavano ad avvertire un urgente bisogno di dissetarsi: non avendo acqua potabile, hanno attinto quella marina, salata e sporca al tempo stesso.

Una bimba di tre anni, ad un certo punto, non ha più retto: la siccità cui il pirata “capitano” aveva costretto tutti i presenti s’è rivelata, per lei, fatale.

 

L’APPRODO, LA CONDANNA ED IL TERZO PILASTRO

Il calvario degli esseri umani in questione ha veduto la fine allorquando la stracolma e per nulla confortevole imbarcazione è approdata nel territorio dello Stato Mediterraneo di Cipro, le cui Autorità non solo hanno accolto queste persone, ma si sono altresì premurate d’approfondire la vicenda relativa alla morte per stenti della fanciulla cui un prepotente, celatosi dietro l’effigie di un uomo di mare, s’era arrogato il diritto di sottrarre ogni speranza.

All’esito di un iter processuale, durato all’incirca un anno, la Corte Penale di Famagosta ha emesso nei confronti del responsabile, di nazionalità siriana, una sentenza di condanna a tre anni di reclusione, applicando non soltanto il diritto locale, bensì anche i princìpi sanciti nel Terzo Pilastro macroregionale mediterraneo [1].

Molto poco per un comportamento assassino. Si spera che presto, con l’approvazione della varata Strategia, il Terzo Pilastro, con la sua implementation, sia sempre paradigma da cui prendere le mosse per far sì che i diritti e la dignità insiti nella natura dell’essere umano non vengano posti a repentaglio dalla condotta, pazzoide e al tempo stesso crudele, di chi crede di ricoprire un ruolo di supremazia su altri esseri umani, non attribuitogli da alcuno.

 

[1] AA.VV., Cyprus jails Syrian man over toddler death on overloaded migrant boat, in Voice of America (7 febbraio 2025), URL: https://www.voanews.com/a/cyprus-jails-syrian-man-over-toddler-death-on-overloaded-migrant-boat-/7966971.html.

[2] AA.VV., Syrian jailed over death of migrant girl, in Arab News (7 febbraio 2025), URL: https://www.arabnews.com/node/2589400/amp.

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