IL PRIMO PILASTRO CONTRO I GRANCHI BLU CHE HANNO INVASO IL MAR MEDITERRANEO

da | Set 4, 2026 | Blu Economy

I GRANCHI BLU HANNO INVASO IL MAR MEDITERRANEO

Questi particolari crostacei stanno decimando gli ecosistemi e l’industria della pesca. Solo un esercito di predatori naturali, ovvero i polpi comuni, può contenere la diffusione di questa specie invasiva.
I granchi blu sono originari della costa atlantica delle Americhe. Probabilmente sono arrivati nel Mar Mediterraneo, e in particolare nel suo braccio settentrionale, l’Adriatico, trasportati dalle acque di zavorra delle navi, utilizzate per stabilizzare le imbarcazioni. I primi avvistamenti di questi crostacei nel Mediterraneo risalgono agli inizi del Novecento, ma il loro numero e la loro distribuzione sono aumentati vertiginosamente nell’ultimo decennio.
Oggi, questi granchi color ceruleo stanno decimando le popolazioni locali di cozze, vongole, crostacei e pesci. Inoltre, con le loro robuste chele, distruggono le attrezzature da pesca. Nel 2024, gli esperti hanno stimato che questa specie abbia causato danni economici per milioni di dollari.

 

PER COMBATTERLI, I RICERCATORI HANNO LIBERATO MIGLIAIA DI POLPI APPENA NATI

I granchi blu hanno invaso il Mar Mediterraneo, devastando gli ecosistemi e l’economia della pesca. Per combattere questa specie non autoctona, funzionari governativi e ricercatori hanno reclutato un alleato a otto braccia. Quest’estate, hanno rilasciato in mare decine di migliaia di polpi appena nati in laboratorio, che crescendo diventeranno predatori naturali di questi fastidiosi crostacei, secondo quanto riportato in un comunicato, tradotto dalla rivista Smithsonian
“Il granchio blu non è solo una specie invasiva; è una delle emergenze più gravi che hanno colpito il nostro mare negli ultimi anni”, affermano le equipes impegnate in tale compito.
Per far fronte a questa emergenza, si sta ora procedendo a un progetto sperimentale denominato Octo-Blu. Il progetto si propone di capire se il polpo comune possa rallentare la diffusione dei granchi blu.
I ricercatori di Octo-Blu hanno scelto il polpo comune per la sua robustezza e la sua rapida capacità riproduttiva, e perché il progetto può contribuire alla popolazione esistente.
Dopo circa due anni di studio sulla specie di granchio, sviluppo di tecniche di allevamento dei polpi e indagine sulle dinamiche tra i due animali, il team di Octo-Blue ha rilasciato i primi esemplari di polpo appena nati l’11 e il 17 giugno. Il mese scorso, i ricercatori hanno rilasciato un numero ancora maggiore di giovani creature, allo stadio di paralarva, insieme a un polpo femmina. Finora, hanno immesso nell’ Mediterraneo almeno 130.000 polpi. La Macroregione Mediterranea sta verificando attentamente e, ove gli esiti siano positivi, occorre potenziare e estendere il progetto nell’ambito dell’implementazione del Primo Pilastro.

 

I RISULTATI VERIFICATI IN LABORATORIO SONO PROMETTENTI

Il team ha avviato le prove sul campo dopo aver osservato in laboratorio dei giovani polpi cacciare granchi blu, inclusi esemplari piuttosto grandi del peso di circa mezzo chilo. Questo è un segnale incoraggiante, dal punto di vista biologico. I polpi che raggiungono la maturità potrebbero arrivare a cibarsi di ben quattro granchi blu al giorno. Nei prossimi mesi, potremo verificare quali siano le modalità migliori per inserire, potenziare ed estendere il progetto nell’ambito del Primo Pilastro.

Dr. Merita Murati

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