IL PESCE PALLA E L’EQUILIBRIO SISTEMICO DEL PRIMO PILASTRO

da | Lug 3, 2026 | Blu Economy

UN INVASORE CHE PROSPERA NEL MAR MEDITERRANEO IN CONTINUO CAMBIAMENTO

Il pesce palla dalle guance argentate, specie invasiva, si sta diffondendo nel Mediterraneo orientale, danneggiando la pesca e allarmando i bagnanti. Gli scienziati affermano che la vera soluzione non sta nell’abbattimento selettivo, ma nel ripristino della salute degli ecosistemi marini, come indicato nel Primo Pilastro. Mentre la Grecia lancia un programma di incentivi finanziato dal governo per incoraggiare i pescatori a catturare il pesce palla dalle guance argentate specie invasiva, la misura è stata ampiamente accolta con favore come un sostegno atteso da tempo per la pesca costiera in difficoltà. Tuttavia, gli scienziati marini avvertono che, sebbene l’abbattimento del pesce palla possa contribuire a ridurre il peso economico per i pescatori, è improbabile che risolva il problema ecologico che sta alla base della rapida espansione della specie. La vera sfida, sostengono, non è semplicemente il pesce palla in sé, ma il deterioramento delle condizioni dell’ecosistema mediterraneo.Il pesce palla dalle guance argentate ( Lagocephalus sceleratus ) è una delle specie invasive di maggior successo nel Mediterraneo.
Originario del Mar Rosso e dell’Indo-Pacifico, è entrato nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez – un fenomeno noto come migrazione lessepsiana – e si è diffuso rapidamente negli ultimi due decenni a causa dell’aumento delle temperature marine.Questa specie è portatrice di tetrodotossina, una potente neurotossina che può essere fatale se ingerita, il che ne rende illegale la commercializzazione a scopo alimentare nell’Unione Europea.
Nell’immediato, tuttavia, i pescatori affermano che sta diventando una minaccia economica crescente, poiché rosicchia attrezzature da pesca costose e consuma il pescato di valore commerciale prima che i pescatori riescano a recuperare le reti. In risposta, la scorsa settimana il governo greco ha introdotto un sistema di compensazione che prevede il pagamento di 5,33 euro per chilogrammo di pesce palla sbarcato ai pescatori professionisti, seguendo l’esempio di un programma simile a Cipro. Il pesce verrà congelato e distrutto anziché entrare nella catena alimentare.

 

IL PANICO NON È LA SOLUZIONE

La recente ondata di video virali che mostrano pesci che mordono lattine e pezzi di legno ha alimentato la preoccupazione tra i bagnanti. Sebbene siano stati registrati casi isolati di morsi in tutto il Mediterraneo, gli esperti di salute pubblica e le autorità turistiche hanno esortato a non esagerare il rischio. Le autorità di Creta hanno sottolineato questa settimana che non sussiste alcuna minaccia imminente per i bagnanti, precisando che la specie è principalmente un predatore che vive al largo.
Il pericolo principale rimane l’ingestione accidentale, non gli incontri casuali in mare. Gli ambientalisti marini affermano che è facile credere che basti catturare più pesci palla per ripristinare l’equilibrio ecologico. La storia, tuttavia, suggerisce il contrario. Cipro ha introdotto un sistema di incentivi nel 2024 e ha rimosso oltre 100 tonnellate di pesce palla. Sebbene il programma abbia contribuito a compensare i pescatori, le autorità cipriote non lo hanno mai presentato come una strategia in grado di eliminare la specie. Piuttosto, è concepito per mitigare le perdite economiche.

 

LA STORIA ECOLOGICA PIÙ PROFONDA

L’attuale dibattito ha spinto l’ONG greca per la conservazione marina Archipelagos Institute of Marine Conservation a sostenere che l’attenzione del pubblico si sta concentrando sul sintomo piuttosto che sulla malattia. Secondo l’istituto, decenni di pesca eccessiva (in particolare durante le stagioni di riproduzione) hanno indebolito la naturale capacità di resilienza del Mediterraneo, riducendo le popolazioni ittiche e alterando l’equilibrio ecologico.
Parte di questa resilienza deriva dai predatori autoctoni. Studi hanno dimostrato che i pesci palla dalle guance argentate giovani sono preda di specie come il pesce delfino ( Coryphaena hippurus ) e il pesce ago ( Belone belone ), contribuendo a tenere sotto controllo le popolazioni durante la fase di vita più vulnerabile del pesce. Tuttavia, con il declino delle popolazioni di pesci autoctoni, questa forma naturale di controllo biologico si indebolisce.Gli ecosistemi marini sani sono generalmente più resistenti alle invasioni biologiche perché mantengono complesse reti trofiche e interazioni ecologiche che contribuiscono a regolare le specie in modo naturale.
Quando la biodiversità diminuisce, le specie invasive spesso trovano l’opportunità di insediarsi e diffondersi più rapidamente.Tutto ciò non significa che la pesca eccessiva sia l’unica causa dell’invasione del pesce palla. Piuttosto, riflette un più ampio consenso scientifico secondo cui le invasioni biologiche raramente sono determinate da un singolo fattore. Il riscaldamento del Mediterraneo, il degrado degli habitat, l’intensa pressione della pesca e la perdita di biodiversità interagiscono tra loro creando le condizioni ideali per la proliferazione di specie opportuniste come il pesce palla dalle guance argentate.

 

PROTEGGERE I PESCI PRIMA DI CATTURARLI

L’organizzazione Archipelagos sostiene che la tutela dei pesci durante la stagione riproduttiva risulta imprescindibile per la corretta gestione della pesca. Gli scienziati del settore della pesca concordano ampiamente sul fatto che ricostituire le popolazioni ittiche sia uno dei modi più efficaci per ripristinare la resilienza dell’ecosistema a lungo termine.
Ciò significa guardare oltre la semplice rimozione del pesce palla. Una gestione più rigorosa della pesca, una maggiore lotta contro la pesca illegale, la protezione delle zone di riproduzione e un continuo adattamento al riscaldamento del Mediterraneo sono gli elementi del Primo Pilastro per rafforzare l’equilibrio ecologico per tenere sotto controllo le specie invasive.

Dr. Merita Murati

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