Green Economy

Con il termine di Green Economy, si suole indicare quel complesso di azioni, poste in essere dall’uomo, che impattano sull’ambiente e sono caratterizzate da investimenti pubblici e privati diretti alla salvaguardia dell’ecosistema ed abbattimento della CO2.

La Green Economy promuove quindi uno sviluppo sostenibile, grazie al quale la crescita di un Paese non avverrà a danno della natura e dell’ambiente.

La Green Economy produce anche un altro effetto positivo: “green jobs”, cioè la creazione di nuovi posti di lavoro in settori quali l’agricoltura, la produzione di energie rinnovabili, la bioarchitettura, il riciclo.

Ambiente

Clima ed inquinamento

L’inquinamento atmosferico danneggia la salute umana e l’ambiente. Benché alcuni accorgimenti abbiano comportato una notevole diminuzione di molti inquinanti atmosferici, le concentrazioni di inquinanti sono ancora troppo elevate.

Nei centri urbani, dove c’è una maggiore concentrazione abitativa delle popolazioni, si registrano percentuali significative di inquinamento da ozono, biossido di azoto e particolato (PM), fino al punto che la Corte di Giustizia Europea continua a comminare sanzioni ad alcuni Paesi Europei.

La Commissione Europea negli ultimi anni ha aumentato la sua attenzione alle questioni urbane. Si è posto l’obiettivo di migliorare la sostenibilità delle città, al fine di garantire a tutti i cittadini europei, entro il 2050, migliori condizioni di vivibilità ovunque.

Le fonti di inquinamento atmosferico sono: combustione di combustibili fossili nella produzione di elettricità, nei trasporti ecc.; uso di solventi nelle industrie chimiche e minerali, trattamento dei rifiuti.

L’UE attraverso la legislazione, i settori responsabili dell’inquinamento atmosferico, le autorità nazionali e regionali pone in essere tutte le azioni per ridurre l’esposizione all’inquinamento atmosferico.

Il cambiamento climatico in atto impone sfide globali dalle quali non si può prescindere anche nel governo e nell’azione locale.

C’è bisogno di un salto culturale per il quale sarà necessario impostare percorsi formativi adeguati e massicci investimenti pubblici e privati verso interventi a favore del clima e dell’ambiente.

Laddove non si possa evitare la produzione di rifiuti, se ne deve recuperare il valore economico, azzerando o minimizzando l’impatto sull’ambiente e i cambiamenti climatici.

Inquinamento

Inquinamento acustico

Sulla salute della popolazione incide anche l’inquinamento acustico ambientale, cioè l’eccessiva esposizione al rumore causato dal traffico stradale, ferroviario e aeroportuale, dalle industrie, dai lavori edili e da altre attività
 svolte all’aperto. Ciò può comportare disturbi del sonno, malattie cardiovascolari e problemi di salute mentale.

Il riflesso negativo sull’UE è ovviamente la riduzione della produttività dei lavoratori.

Ecosistemi

Ecosistemi e biodiversità

Gli ecosistemi forniscono servizi essenziali per la sopravvivenza della specie umana, compresa la protezione dalle catastrofi naturali, e la contemperazione del clima.

Infatti la perdita di biodiversità contribuisce all’insicurezza alimentare ed energetica, aumenta la vulnerabilità ai disastri naturali, come inondazioni o tempeste tropicali, diminuisce il livello della salute all’interno della società, riduce la disponibilità e la qualità delle risorse idriche e impoverisce le tradizioni culturali.

La biodiversità, oltre al valore per se, è importante anche perché è fonte per l’uomo di beni, risorse e servizi: i cosiddetti servizi ecosistemici hanno un ruolo chiave nella costruzione dell’economia delle comunità umane e dei Paesi del Mediterraneo.

L’UE ha tra i suoi obiettivi quello di frenare lo sfruttamento delle risorse naturali che sono stati identificati come la terza causa all’origine della perdita della biodiversità.

Coerenti alla politica energetica dell’UE

Energia

Coerenti alla politica energetica dell’UE, la Macroregione Mediterranea sostiene il funzionamento del mercato dell’energia, la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, il risparmio energetico, l’efficienza energetica, lo sviluppo di energie nuove e rinnovabili, l’interconnessione delle reti energetiche.

In questo contesto diventa indispensabile il corretto funzionamento del mercato interno dell’energia, garante di un approvvigionamento a prezzi accessibili per i consumatori, le imprese e l’interoperabilità transfrontaliera delle reti elettriche e gas. Operando in modo che nessuno degli Stati partner sia isolato dalla rete europea.

Lo sviluppo delle reti transeuropee nelle infrastrutture energetiche e la decarbonizzazione del sistema energetico, fondamentali per conseguire gli obiettivi 2030 e 2050 in materia di clima, costituiscono senza dubbio la chiave di volta della politica mediterranea sull’energia.

Attualmente la produzione e l’utilizzo di energia nei diversi settori economici producono più del 75 % delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE e per questo motivo occorre sviluppare una razionalizzazione della produzione e distribuzione dell’energia basato principalmente su fonti rinnovabili, con la graduale eliminazione del carbone e la decarbonizzazione del gas.

Le fonti di energia rinnovabili avranno un ruolo essenziale, come pure l’aumento della produzione eolica offshore della quale l’UE è protagonista indiscussa visto che il 90% dell’energia eolica europea è prodotta da compagnie del Continente.

Il piano europeo prevede un investimento di 789 miliardi di euro e la creazione di 62 mila posti di lavoro. Nel Mediterraneo diventa funzionale dare una scossa al mercato dell’energia eolica che ancora procede a rilento.

Infatti, per raggiungere l’obiettivo andrebbero costruiti nuovi impianti dalla portata di 7 GW all’anno fino al 2030 e portare la capacità degli impianti fino a 18 GW all’anno entro il 2050.

Nonostante ciò, l’enorme potenziale di energia rinnovabile e le ingenti riserve di gas rappresentano un’opportunità fondamentale per assicurare mix energetici più puliti ai paesi della Regione, dal Nord Africa all’Europa Sud Orientale.

Il settore privato si è dimostrato finora centrale per decarbonizzare, la generazione elettrica e costruire nuove infrastrutture, a conferma del ruolo imprescindibile del settore privato nella transizione energetica.

Obiettivi

a) Industrializzazione sostenibile, promozione di nuove tecnologie ed innovazione delle infrastrutture, liberando forze economiche che generano occupazione e reddito;

b) arrestare la perdita di biodiversità, il degrado dei servizi ecosistemici nell’UE. e ripristinarli, per quanto possibile, affrontando le minacce alla biodiversità marina e terrestre;

c) migliorare la gestione dei rifiuti;

d) incrementare l’uso delle rinnovabili nell’area Middle East North Africa superando barriere naturali e politiche;

e) lavorare ad una cooperazione energetica dei Paesi dell’area del Mediterraneo per un modello di sviluppo energetico sostenibile, aperto ad interdipendenze e mutui benefici;

f) rilanciare gli investimenti volti all’adattamento ed alla trasformazione degli asset esistenti
per favorire nel Mediterraneo il raggiungimento degli obiettivi indicati nel Green Deal Europeo.

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