ENERGIA EOLICA E AMBIENTE: ANCHE GLI STUDI RECENTI DIMOSTRANO CHE LA SOLUZIONE E’ NEL SECONDO PILASTRO

da | Lug 7, 2025 | Green Economy

ENERGIA EOLICA E AMBIENTE: LA SOLUZIONE NEL SECONDO PILASTRO

L’energia eolica offshore ha una crescita accelerata per sostenere l’obiettivo di zero emissioni nette.

Ma gli effetti della produzione di energia eolica offshore vanno anche valutati in base ai possibili danni all’ambiente.

 

IL RUOLO VITALE DELL’ENERGIA

Nell’Unione Europea l’eolico offshore è fondamentale per l’intensa politica di decarbonizzazione. Il Green Deal europeo e la Strategia per le energie rinnovabili offshore dell’Unione Europea prevedono una drastica espansione di questa tecnologia: da 29 gigawatt (GW) nel 2019 a 300 GW nel 2050. La Commissione europea ha adottato una serie di misure per ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

Solo estendendo e potenziando correttamente su scala mediterranea, con l’implementation del Secondo Pilastro, può raggiungersi davvero la neutralità climatica, promuovendo al contempo l’innovazione, l’occupazione e la sicurezza energetica in Europa.

 

CONFLITTI E SFIDE

Infatti l’impiego massiccio di fonti rinnovabili offshore, senza le misure del Secondo Pilastro, provoca impatti ambientali e riduce l’impatto degli sforzi per preservare la biodiversità.

L’aggiunta di migliaia di infrastrutture energetiche, senza le tutele del Secondo Pilastro, potrebbe aggravare questi problemi, poiché industrializzerebbe di fatto molte aree sensibili.

Va considerato che aree ad alto potenziale energetico (vento o moto ondoso) si sovrappongono ad aree ad alto valore ecologico. Non solo, bisogna considerare l’impatto diretto sulla fauna come rumore, collisioni, vibrazioni e alterazioni degli habitat.

Diversi studi recenti (tra cui quello pubblicato in Giugno 2025 di Hengstmann E, et. Al. Chemical emissions from offshore wind farms: From identification to challenges in impact assessment and regulation. Mar Pollut Bull. 2025 Jun; 215:117915. doi: 10.1016/j.marpolbul.2025.117915. Epub 2025 Apr 5. PMID: 40187202) ritengono essenziale tenere conto delle emissioni in una fase iniziale per valutare in modo completo l’impatto ambientale con l’obiettivo di fornire informazioni più dettagliate sulla presenza, la distribuzione e l’impatto delle emissioni chimiche. Ciò è imprescindibile per un’efficace gestione ecosistemica degli impianti. Tali studi confermano che questi impianti, se non progettati e gestiti con attenzione, possono danneggiare specie vulnerabili e habitat. Pertanto i metodi e gli approcci del Secondo Pilastro sono imprescindibili per garantire la salvaguardia della biodiversità.

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SECONDO PILASTRO: AGIRE IN CHIAVE MEDITERRANEA, DECARBONIZZARE MA PRESERVARE LA BIODIVERSITÀ

In definitiva se da un lato la decarbonizzazione della produzione di energia è fondamentale per affrontare il cambiamento climatico, dall’altro preservare l’ambiente è altrettanto vitale.

Allo stato attuale, non ci sono impianti eolici permanenti nel Mediterraneo, solo un progetto pilota in Francia con tre turbine e diversi altri progetti ancora in fase di pianificazione. È necessaria la buona pianificazione su scala mediterranea e, quindi, la celere implementation del Secondo Pilastro.

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