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EUSMED: Diritti delle persone con disabilità nel Mediterraneo

 

di Ernesto Marino

 

La Macroregione Mediterranea non deve avere barriere per le persone con disabilità nel Mediterraneo. Un ambito dai notevoli ostacoli con un rischio elevato da scongiurare, povertà ed esclusione sociale.
 
Le Istituzioni dell’UE e per riflesso gli Stati Membri hanno posto da anni le persone con disabilità al centro delle attenzioni, con riguardo al riconoscimento dei loro diritti fondamentali. Il 3 marzo 2021 la Commissione Europea ha adottato la Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030. La Strategia si basa sui risultati della precedente Strategia europea sulla disabilità 2010-2020. Ha aperto la strada a un’Europa senza barriere e a responsabilizzare le persone con disabilità in modo che possono godere dei loro diritti e partecipare pienamente alla società e all’economia.
 
Anche l’Azione del terzo pilastro EUSMED è a supporto della strategia UE. “La Macroregione Mediterranea valuta il benessere fisico e psicologico del singolo cittadino come di primaria importanza. Sono quindi essenziali interventi concreti per migliorare la qualità di vita di ogni Paese del bacino mediterraneo”. Tanta energia profusa in favore di persone con disabilità nei paesi affacciati sul Mediterraneo, indipendentemente dal loro sesso, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, età o orientamento sessuale. Un contributo alla realizzazione di un’Unione di uguaglianza, che avviene con un attento approfondimento degli orientamenti dati nei capitoli 1, 4, 5 della Strategia.
 
(1°cap): visione e necessità d’azione: «La strategia promuove una prospettiva intersezionale, affrontando le barriere specifiche incontrate dalle persone con disabilità che si trovano in una situazione di intersezione con altre identità (di genere, razziale, etnica, sessuale, religiosa), in una situazione socioeconomica difficile o in altre situazioni di vulnerabilità. Tra le persone con disabilità, particolare attenzione deve essere prestata a donne, bambini, anziani, persone senza fissa dimora, rifugiati, migranti, Rom e altre minoranze etniche».
 
(4°cap): qualità della vita dignitosa e vita indipendente: «I servizi di sostegno tradizionali devono essere inclusivi e accessibili per i minori con disabilità e per gli anziani, tenendo conto al contempo delle dimensioni culturale e di genere». Promuovere l’accesso a posti di lavoro sostenibili e di qualità: «Gli Stati membri possono avvalersi della garanzia per i giovani rafforzata per sostenere i giovani con disabilità. Altri gruppi che richiedono particolare attenzione sono le donne e le persone con disabilità psicosociali»…«Per aiutare gli Stati membri a rafforzare l’inclusione sociale dei gruppi svantaggiati, la legislazione dell’UE in materia di appalti pubblici prevede appalti riservati mentre il diritto dell’UE in materia di concorrenza consente aiuti di Stato specifici per l’assunzione di lavoratori con disabilità. Parallelamente gli Stati membri sviluppano anche politiche di imprenditoria inclusiva rivolte a gruppi sottorappresentati quali le donne, i giovani e i migranti, comprese anche le persone con disabilità».
 
(5°cap): migliorare l’accesso alla giustizia, alla protezione giuridica, alla libertà e alla sicurezza: « Particolare attenzione alle donne con disabilità, per le quali il rischio di subire violenza è da due a cinque volte più elevato che per le donne senza disabilità, e alle persone con disabilità che vivono in istituti». Accesso sostenibile e paritario all’assistenza sanitaria: «Le persone con disabilità invisibili (come dolori cronici o disabilità intellettuali), affette da malattie rare o tumori che spesso causano menomazioni, così come le donne o i rifugiati con disabilità non sempre ricevono il sostegno specifico di cui necessitano»…«migliorare l’accesso delle persone con disabilità all’intero portafoglio dell’assistenza sanitaria, compresi l’assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva e i servizi di prevenzione». Garantire la sicurezza e la protezione: «Le persone con disabilità, in particolare donne, anziani e bambini con disabilità, presentano un rischio più elevato di essere vittime di violenza e abusi sia nel loro ambiente domestico che negli istituti».
 
l’Azione del terzo pilastro EUSMED “Personality development and human rights” fa sue operativamente nel Mediterraneo le iniziative programmate e indicate nella Strategia, come:
la tessera della disabilità nel 2023 per facilitare la libera circolazione delle persone con disabilità; l’impegno a elaborare linee guida sulla vita indipendente per gli Stati membri nel 2023; istituzione di un quadro di riferimento di qualità per i servizi sociali a favore delle persone con disabilità nel 2024; incrementare l’occupabilità delle persone con disabilità e l’impegno a coinvolgere attivamente le organizzazioni delle persone con disabilità nell’attuazione della Strategia; la creazione della Piattaforma sulla Disabilità, che riunisce organismi responsabili a livello nazionale.
 
 
 
 
https://mediterranean-macroregion.eu/strategy-eusmed/
 
https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/qanda_21_813
 
https://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=it&catId=1137
 
https://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=1226&langId=it
 
https://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=1484&langId=it
 
https://www.europarl.europa.eu/about-parliament/it/democracy-and-human-rights/fundamental-rights-in-the-eu/promoting-equal-opportunities
 
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A52021DC0101&qid=1616163000570
Foto scaricata dal sito: https://unsplash.com/
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