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Cos’è EUSMED

La Macroregione Mediterranea nasce con una decisione dell’Assemblea Macroregionale rispetto ad una protratta inerzia, verificatasi per motivi esclusivamente di equilibri politici, da parte delle amministrazioni pubbliche dell’Italia Meridionale che era emersa come Sede e Centro di coordinamento della Macroregione Mediterranea. Come si sa, queste scelte nascono ordinariamente, nella sostanza, da intese complessive europee che considerano equilibri territoriali e politici. Più concretamente nell’intesa politica europea era stato stabilito da tempo che doveva essere il Meridione d’Italia, geograficamente idoneo per la sua centralità mediterranea ed escluso da altre opportunità, a individuare l’Amministrazione pubblica procedente della Macroregione Mediterranea e a guidare, così, il Processo strategico macroregionale. Mancando reiteratamente l’intesa fra le forze politiche meridionali per la specifica pubblica amministrazione meridionale, l’Assemblea Macroregionale ha deciso di nominare unanimemente l’attuale Difensore Civico campano come Amministrazione pubblica procedente, considerando l’autorevolezza internazionale dell’Avv. Giuseppe Fortunato, anche per le sue esperienze di Presidente di tre Organismi internazionali (due della Difesa Civica e uno delle Autorità Garanti della privacy). Stanti i ritardi rispetto agli altri processi macroregionali e stanti i mancati accordi fra le forze politiche, l’Assemblea Macroregionale ha evitato di ridursi a luogo di ratifica di preventive decisioni interpartitiche assunte fuori dal proprio seno, decisioni interpartitiche che stavolta, comunque, non ci sono neppure state. Un atto istituzionalmente ineccepibile quello dell’Assemblea Macroregionale e condiviso unanimemente. L’autorevole panel che ha subito voluto questa decisione e l’ha proposta e promossa ha suscitato rispetto e considerazione in tutta l’Assemblea Macroregionale, essendo tale panel costituito da realtà istituzionali, come la Regione Basilicata, rilevanti Istituti quali SVIMEZ ed Eurispes, rappresentanze consolari, europee ed extraeuropee, in continuo rapporto con gli Stati, grandi Associazioni di rilevanza europea e internazionale, massime espressioni della società civile (in prima fila le realtà di Civicrazia, punta avanzata della società civile), realtà confindustriali, sindacali, editoriali, di associazioni delle autonomie locali di portata europea, che erano state sempre protagoniste, dall’origine, del processo macroregionale. Tale proposta ha creato un crescente entusiasmo e nessuna opposizione è stata effettuata dalla Catalogna, Cipro, Malta, la Francia e altre realtà europee che, nel blocco decisorio delle amministrazioni meridionali italiane, avevano, precedentemente, anche profilato una legittima candidatura ma poi hanno cessato nella richiesta rispetto alla candidatura di portata internazionale. Non a caso la decisione adottata, autorevole e libera da ogni vincolo di appartenenza, ha avuto l’unanime consenso sia delle rappresentanze europee che delle rappresentanze extraeuropee intervenute. L’atto assembleare macroregionale e il conseguente decreto pubblico pubblicato non sono stati impugnati e la non inficiabile Amministrazione pubblica procedente macroregionale si è consolidata. Se qualcuno avesse voluto contestare – per assurdo perché non v’è alcun profilo di illegittimità o irregolarità! – l’avrebbe comunque dovuto fare nei termini, ampiamente scaduti. Per la Macroregione Mediterranea ci troviamo ora in un modello consolidato, eletto in sede assembleare con preciso mandato, che va ora avanti per il varo della Strategia con la decisione del Consiglio dell’Unione Europea, non potendo l’Europa restare sbilanciata, avendo concessa la strategia solo alle altre quattro Macroregioni. Il Processo di costituzione e formalizzazione della Macroregione Mediterranea è iniziato prima del 2008 e si è concluso positivamente con la costituzione e la formalizzazione solo nel 2018. Dal 2008 (e prima) al 2018 ci sono stati dieci anni (e oltre) di iniziative continue per la Macroregione Mediterranea. L’Assemblea della Macroregione Mediterranea del 9 novembre 2018 è stata il punto d’approdo che, come da atti, ha aggiornato ogni aspetto e ha dato forma stabile, sempre aperta, al Processo macroregionale e ai contenuti programmatici, costituendo e formalizzando la Macroregione Mediterranea. Nessuno (neppure la stessa Unione Europea, neppure gli stessi Stati né tantomeno altri soggetti pubblici o privati) può contestare la compiutezza del percorso, la costituzione della Macroregione Mediterranea e lo sviluppo del Processo che porta al varo della strategia. Nessuna contestazione è mai stata effettuata. In ogni passaggio hanno partecipato tutte le componenti legittimate, è stata assicurata la massima trasparenza e nessuna contestazione poteva essere effettuata né è stata effettuata neppure dall’esterno.Il documento programmatico della Macroregione Mediterranea è sempre aperto a ulteriori contributi migliorativi. I contenuti specifici sono nel nostro caso volutamente aperti per definirli contestualmente in sede di varo della strategia da parte del Consiglio dell’Unione Europea. Il documento elaborato è il Quadro Strategico Macroregionale in cui sono definite le azioni chiave. Con il varo della strategia e l’assegnazione delle fonti di finanziamento, anche il programma operativo sarà sempre aperto al confronto fra le realtà mediterranee.

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